Nuovo polo universitarioSanta Marta

Per condividere con la comunità universitaria e la città nuovi spazi e nuove idee.

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Santa Marta     Cerimonia di Inaugurazione

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Il libro
"Santa Marta. Dalla Provianda al Campus universitario"

Testi tratti dal volume a cura di Valerio Terraroli, docente di Storia della critica d'arte - Dipartimento di Culture e Civiltà. Cierre edizioni, 2015.


Origini
La Santa Marta prima dell'intervento

Il  K. K. Militär-Verpflegsetablissement  fu edificato tra il 1863 e il ’65 per garantire la sussistenza di un corpo d’armata, di 100.000 uomini, a costi contenuti. Nel 1859 la spesa di approvvigionamento di due armate per un mese assommava a 1.200.000 fiorini, pari alla spesa per l’erezione del complesso della Santa Marta.

La localizzazione della provianda era stata determinata da varie ragioni: l’ampia disponibilità di spazi, la protezione garantita dalla cinta magistrale e, soprattutto, il collegamento diretto con la ferrovia e la vicina Stazione di Porta Vescovo.

Lo stabile principale di 5 piani, di cui uno interrato, era di considerevoli dimensioni (118 m. in lunghezza e 49 m. in larghezza) e all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, assolveva alle funzioni di produzione di pane e gallette, mediante vari macchinari azionati dalla forza del vapore, inoltre fungeva da deposito dei vari generi della sussistenza.

Due grandi silos gemelli, situati a breve distanza, erano destinati allo stoccaggio dei cereali. In un edificio attiguo si trovavano i mulini mossi da una macchina a vapore. L’opificio era in grado di produrre fino a 65.500 razioni di pane, del peso di gr. 890, al giorno corrispondenti 5.800 q.
Già operativa con gli austriaci, con l’unificazione nel 1866 la provianda non perse né ruolo né importanza tanto da essere indicata come il quarto panificio militare della nazione. Durante la I guerra mondiale furono prodotte 77.114.715 razioni di pane (di peso variabile tra 600 e 700 gr.) e 6.596 q. di galletta.

Il panificio restò in funzione fino ai primi anni ‘60.
Il compendio mantenne la funzione di deposito di materiali e di verifica qualitativa delle dotazioni dell’esercito italiano (dal 1951 denominato Centro Raccolta Collaudi e Smistamento), nel 1995 il magazzino fu trasferito nella caserma “Pietro Schiavo” di Verona, dove ha sede il Centro Rifornimenti di Commissariato di Verona.

Il recupero

La “Provianda” è giunta ai giorni nostri con pochissime trasformazioni rispetto all’edificio originale. Lo stabile infatti presenta ancora un corpo principale di cinque piani dei quali uno interrato. Il primo era originariamente destinato alla produzione di pane e gallette, al deposito di derrate e al ricovero e alla manutenzione dei forni di campagna. L’intervento si è quindi focalizzato su un recupero filologico del manufatto che ha previsto innanzitutto lo sterro delle tre corti al piano interrato.

La necessità di garantire un adeguato ingresso di luce è stata soddisfatta con la predisposizione di una copertura in acciaio e vetro e di una serie di frontiere interne in vetro; questa scelta ha consentito di conservare una percezione globale dell’edificio e al contempo di permetterne una suddivisione in locali adibiti a funzioni tra loro diverse. Il collegamento fra le diverse parti dell’edificio è consentito da un corpo di ascensori, una scala e un sistema di ballatoi posizionati nella corte centrale dello stabile.

Allo stato attuale la “Provianda” si estende su una superficie complessiva di 25.000 mq (5.000 per piano). Il piano interrato ospita sei laboratori e il deposito libri; le aule occupano invece il primo piano assieme alla segreteria studenti e alla segreteria didattica. Al primo e secondo piano trovano spazio gli studi dei docenti, gli uffici del personale tecnico e amministrativo, le sale riunione e le aule riservate ai dottorandi. La nuova biblioteca SMEC è situata nel sottotetto e accorpa oltre 200.000 fra volumi e periodici d’interesse economico e giuridico, frutto della fusione di 7 biblioteche precedentemente disseminate in altri edifici dell’Università. Inoltre, offre agli studiosi 320 posti a sedere e 32 postazioni per la ricerca su risorse elettroniche.

Mostra
"SANTA MARTA. STORIE E PERCORSI IN MOSTRA.
DA PROVIANDA A POLO UNIVERSITARIO "

Mostra ideata e curata da Maria Luisa Ferrari, docente di Storia Economica - Dipartimento di Scienze Economiche



Il percorso espositivo conduce il visitatore a una riscoperta dell’area di Campo Marzo e dell’edificio della Provianda di Santa Marta, dalla sua originale funzione produttiva fino agli attuali lavori di recupero edilizio e alle sue nuove funzioni. In stretta connessione si articola e si intreccia il tema del pane e del nutrimento dei militari in tempo di pace e soprattutto di guerra.
L’Ateneo di Verona con questa mostra desidera raccontare e raccontarsi grazie a un edificio, restaurato con forte impegno e dedizione, che diventa oggi un nuovo spazio per accogliere conoscenza, innovazione e sperimentazione.
Un nuovo spazio aperto alla comunità universitaria, alla città e al territorio. Con strumenti multimediali sono, inoltre, proposte immagini e letture di diari o lettere raccolti presso l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano che tratteranno con diverse connotazioni il tema pane e guerra.
La mostra si sviluppa nelle tre corti del piano interrato e si articola in una parte storica e una contemporanea suddivise in otto sezioni e due percorsi.

La mostra è aperta ad ingresso gratuito dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19.30 e il sabato dalle 9 alle 13.
Per informazioni è possibile scrivere a mostrasantamarta@ateneo.univr.it

Sono disponibili studenti per condurre delle visite guidate: dal lunedì al venerdì con orario 9.00-13.00 e 14.30-18.30, il sabato con orario 9.00-13.00.

Dal 18 gennaio sono inoltre avviati tutti i servizi della Biblioteca SMEC.

Prenota con Eventbrite la visita guidata gratuita condotta da Maria Luisa Ferrari, docente e curatrice della mostra.

Mappa
la santa marta e il complesso ex caserma Passalacqua