Smart village mechanized rice farming

Studio di pre-fattibilità del progetto Smart Farm Village.

Nell’ambito del cartellone di eventi promossi dall’Università di Verona “Verona per Expo”, rientra il progetto pilota Smart village mechanized rice farming svolto su impulso ed in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura della Sierra Leone. L’obiettivo consiste nella realizzazione di un villaggio agricolo autosufficiente, capace di autosostenersi, grazie alla creazione e all’incremento delle aree coltivabili a riso e altri prodotti primari, all’allevamento di bestiame e animali da cortile, la produzione di energia pulita, la presenza di servizi essenziali per gli abitanti (scuola, centro sanitario, ecc.).

Lo Smart Farm Village è quindi un innovativo modello socio-economico di produzione, consumo e convivenza che, partendo dalla già esistente, seppure non troppo sviluppata, filiera del riso, si amplia e si espande via via ad altri settori produttivi. Studiato per garantire la sicurezza alimentare e la sovranità nelle aree più povere del pianeta, il meccanismo si basa sulla gestione delle risorse delle piccole comunità agricole, secondo l'approccio tipico della catena del valore territoriale, volto alla conservazione e all'uso sostenibile delle locali agro-biodiversità e alla ripartizione equa dei benefici derivanti dal loro utilizzo. Particolare attenzione viene rivolta alla formazione delle donne e delle ragazze del villaggio, preziose per la gestione delle comunità, affinché apprendano capacità tecniche e strategiche. Proprio perché dovrà essere in grado di rispondere a bisogni delle popolazioni che vivono in zone rurali di tutto il mondo, il modello sarà sperimentato dapprima in Sierra Leone, quindi esteso ad altri Paesi, quali Bangladesh, Cambogia, Repubblica democratica popolare del Laos e Myanmar, attraverso la creazione di piccoli gruppi di ricerca per ogni area, con il supporto di ricercatori locali.

Il riso è l’alimento base per la popolazione della Sierra Leone e costituisce la coltura principale in questo Paese. Tuttavia, le diverse ecologie colturali presenti nel territorio nazionale sono soggette a numerosi stress ambientali, che limitano fortemente la produttività. L’obiettivo di questa ricerca è di individuare linee di riso NERICA (NEw RICe for Africa) che presentino elevata tolleranza agli stress ambientali, quali siccità, salinità del suolo e eccesso di ferro. L’innovazione del progetto consiste nell’identificazione di nuovi marcatori molecolari di tolleranza/suscettibilità, che potranno essere utilizzati per facilitare lo screening di linee di riso adatte alla coltivazione non solo in Sierra Leone, ma anche in altri Paesi, con evidenti vantaggi economici.

Il primo prototipo dello Smart Farm Village verrà sviluppato nella località di Rokupr, situtata nel nord ovest della Sierra Leone sulla sponda del fiume Great Scarcies, dove attualmente abitano circa 12.000 persone, di cui il 60% sotto i 24 anni di età. L’economia locale di sussistenza è basata per l’80% sulla produzione agricola, per il 17% sul commercio e servizi e per il 3% su sporadiche attività artigianali.

La mission del progetto è di proiettare Rokupr nel futuro verso un’economia sociale di mercato, attraverso un modello di sviluppo sostenibile in grado di apportare benefici economici e sociali alla comunità, utilizzando strumenti di analisi avanzati quali la Local Social Accounting Matrix (SAM). Questa matrice genera una fotografia dell’economia e della società pre e post implementazione del progetto e consente di valutare l’impatto economico, sociale e ambientale a livello locale e di stimare la redditività interna del progetto. Questa informazione è fondamentale per giustificare l’investimento privato ed attrarre fondi di donors internazionali.

L’attuazione del progetto si sviluppa nel corso di tre anni attraverso la realizzazione di sottoprogetti integrati quali, per la parte agricola, la rice farm, i vegetable gardens, la fish farm, la tree and plant nursery, la poultry housing con le filiere del riso, degli ortaggi, del pesce, degli avicoli e della riforestazione associate a queste produzioni; per la parte industriale, le attività manifatturiere di lavorazione del legno, della paglia, del ferro, dei tessuti; per la parte pubblica, l’area culturale, la cittadella ospedaliera, la strada del farmer’s market, le aree di uso pubblico dedicate ad attività sportive e ricreative.

Questo processo di sviluppo prende forma nel rispetto delle radici alimentari e culturali della società locale basate sulla coltivazione e sul consumo principalmente di riso, migliorando la dieta delle famiglie integrandola con fonti proteiche animali grazie allo sviluppo di allevamenti a km zero. Il progetto prevede anche l’attivazione di un sistema smart di gestione fondiaria che assegna e garantisce i diritti di possesso dei terreni attraverso la creazione di una banca di microcredito fondiario.

I sottoprogetti sono di tipo smart grazie all’utilizzo di tecnologie innovative ecosostenibili che garantiscono l’autonomia energetica ed idrica, il trattamento dei rifiuti organici e la raccolta delle acque nere in una economia smart che adotterà anche per l’edilizia materiali per la maggior parte presenti in situ, a basso impatto ambientale, che garantiscono ambienti abitativi salubri. I nuovi insediamenti sono pensati al fine di attivare processi di riqualificazione abitativa e ambientale e di rigenerazione del tessuto sociale e economico fornendo opportunità di lavoro soprattutto alle donne.

Referenti scientifici del progetto sono per l’Università di Verona, Antonella Furini del Dipartimento di Biologia e Federico Perali del Dipartimento di Scienze economiche. Promotori del progetto, Elda Baggio, responsabile della Cooperazione allo Sviluppo dell’Università di Verona, Joseph Sam Sesay, Ministro dell’Agricoltura della Sierra Leone e Presidente della Commissione agricoltura della FAO.

Sierra Leone Project (English)